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Formazione Lavoro e Dintorni

13 gennaio 2018
Formazione Personale Dipendente: arriva un nuovo Credito d’Imposta

le imprese che nel 2018 sosterranno spese per la formazione dei propri addetti nel settore delle tecnologie beneficeranno del Credito d’Imposta

La Legge di Bilancio 2018 contiene un sostanzioso pacchetto di crediti d’imposta a favore delle imprese, alcuni dei quali confermati o ampliati, altri di nuova introduzione. Tra questi ultimi rientra quello connesso alle spese di formazione nel settore delle tecnologie
A beneficiarie del nuovo credito d’imposta sono tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano nonché dal regime contabile adottato.

Le spese che danno diritto al credito d’imposta sono quelle che le imprese sostengono nel corso del 2018 in attività di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie

Big data e analisi dei dati

Cloud e fog computing

Cyber security

Sistemi cyber-fisici

Prototipazione rapida

Sistemi di visualizzazione e realtà aumentata

Robotica avanzata e collaborativa

Interfaccia uomo macchina

Manifattura additiva

Internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali.

Inoltre, ai fini del beneficio ed a determinate condizioni possono rientrare altre attività formative quali vendita e marketing, informatica, tecniche e tecnologie di produzione.

Sono invece escluse dall’agevolazione le spese sostenute per la formazione ordinaria o periodica organizzata dall’impresa per adeguarsi alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, di protezione dell’ambiente e a ogni altra normativa obbligatoria in materia di formazione.

Misura dell’agevolazione
Il credito d’imposta è attribuito nella misura del 40% delle spese relative al solo costo aziendale del personale dipendente (costo del lavoro) per il periodo in cui è occupato nelle attività formative agevolabili, è riconosciuto fino a un importo massimo annuale di 300mila euro per ciascun beneficiario.

Vi è una disciplina specifica e dettagliata del Credito d’Imposta:

Deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese agevolabili e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi fino a quando se ne conclude l’utilizzo;

Non concorre alla formazione del reddito e della base imponibile Irap;

E’ utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono sostenuti;

Si applica nel rispetto delle norme europee sulla compatibilità degli aiuti con il mercato interno.

Certificazione dei costi

Disposizioni specifiche sono poi dedicate alla attestazione delle spese. Si prevede, infatti, che per essere ammessi a beneficiare del credito d’imposta è necessario che i costi sostenuti siano certificati dal soggetto incaricato della revisione legale o da un professionista iscritto nel registro dei revisori legali. La certificazione deve essere allegata al bilancio.

Regole particolari sono dettate per le imprese non soggette a revisione legale dei conti. Esse, infatti, devono comunque avvalersi delle prestazioni di un revisore legale o di una società di revisione. In tal caso, il revisore legale (o il professionista responsabile della revisione legale) che ha assunto l’incarico è tenuto a osservare i principi di indipendenza previsti dalla disciplina di settore. Peraltro, per queste imprese, le spese sostenute per l’attività di certificazione contabile sono ammissibili al credito d’imposta entro il limite massimo di 5mila euro.

Non soggiacciono all’ obbligo di certificazione le imprese con bilancio revisionato.

Labornauta

Mauro Morelli

Consulente del Lavoro





permalink | inviato da labornauta il 13/1/2018 alle 14:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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