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Formazione Lavoro e Dintorni

27 gennaio 2018
LAVORO
Privacy........ mancano solo 4 mesi

Mancano solo 4 MESI al 25 maggio 2018,  a quella data entrano in vigore i nuovi adempimenti previsti dalla normativa sulla Privacy. Destinatari delle modifiche sono tutti i Soggetti Pubblici e Privati che effettuano il trattamento di dati personali, archiviati in forma elettronica e cartacea. Tra questi, aziende, consulenti del lavoro, avvocati, commercialisti, organismi sanitari, comuni, istituzioni scolastiche e tutti coloro che trattano dati personali, anche mediante l’ausilio di strumenti elettronici.

 Il regolamento introduce una serie di novità, rispetto alla precedente normativa (D.Lgs. 196/03), in materia di obblighi, diritti e conseguenti rischi.

La maggior parte delle Organizzazioni si troveranno nella condizione di dover soddisfare nuove esigenze tra cui:

  • la nomina di figure professionali specifiche
  • l’istituzione di un registro di trattamento dati

Novità assoluto è la nuova “figura professionale” quella del DPOData Protection Officer ” che avrà il compito di assicurare la protezione del patrimonio informativo aziendale e dei dati personali trattati. 

Per quanto concerne i requisiti richiesti dal regolamento, il “DPO” Data Protection Officer dovrà essere messo in condizioni di assoluta indipendenza e in totale assenza di conflitti di interesse, dovrà possedere adeguate risorse umane e finanziarie, competenze informatiche e un’ottima conoscenza della normativa sulla privacy. 

Tale incarico potrà essere affidato sia ad un dipendente interno dell’azienda sia ad una figura esterna tramite un contratto di servizi.

La nomina del DPO è obbligatoria:

  • se il trattamento è svolto da un'autorità pubblica o da un organismo pubblico, con l'eccezione delle autorità giudiziarie nell'esercizio delle funzioni giurisdizionali;
  • se le attività principali del titolare o del responsabile consistono in trattamenti che richiedono il monitoraggio regolare e sistematico di interessati su larga scala (ad esempio tracciamento e profilazione su Internet anche per finalità di pubblicità comportamentale, utilizzo tessere fedeltà esercizi commerciali; occuparsi del funzionamento di una rete di telecomunicazioni; tracciamento dell'ubicazione; i programmi di fidelizzazione; utilizzo di un sistema di videosorveglianza; reindirizzamento di messaggi di posta, attività di marketing basate sull’analisi dei dati raccolti, dispositivi per la domotica; ecc.)
  • se le attività principali del titolare o del responsabile consistono nel trattamento su larga scala (notevole quantità di dati su scala regionale, nazionale, sovranazionale) di categorie particolari di dati (ad esempio dati sanitari) o di dati personali relativi a condanne penali e reati.

L’articolo 30 del Regolamento inoltre, prevede un importante strumento di rilevazione delle attività: 

il Registro delle attività di trattamento dei dati personali.

Tenuto anche in formato elettronico dal Titolare del trattamento dei dati, tale registro dovrà essere messo a disposizione dell’Autorità Garante qualora lo richieda, così come è previsto dal Regolamento stesso.

L’obbligo di redazione e adozione del registro non è generale, la tenuta del registro non compete “alle imprese o organizzazioni con meno di 250 dipendenti, a meno che il trattamento che esse effettuano possa presentare un rischio per i diritti e le libertà dell’interessato, il trattamento non sia occasionale o includa il trattamento di categorie particolari ovvero i dati personali relativi a condanne penali. 

C’è, però, da considerare che la predisposizione del registro può non essere vista solo come un obbligo ma anche come strumento di pianificazione e controllo delle attività che permette anche di condividere le informazioni con l’intera organizzazione.

Infine …… Attenzione…… rilevanti saranno le sanzioni (fino al 4% (quattro) del fatturato)

Labornauta By Mauro Morelli




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20 gennaio 2018
LAVORO
PILLOLE DI SICUREZZA : Entra in vigore il 17 Gennaio 2018 la nuova Direttiva Europea sugli “Agenti Cancerogeni

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea del 27 dicembre 2017 la nuova Direttiva cancerogeni, la Direttiva (UE) 2017/2398 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2017 che modifica la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro.

La nuova Direttiva non solo introduce cambiamenti e modifiche agli articoli della direttiva precedente, ma sostituisce l’allegato III relativo ai “valori limite e altre disposizioni direttamente connesse”.

La Direttiva entrerà in vigore il 17 gennaio 2018 e gli stati membri dovranno mettere in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 17 gennaio 2020.

Per maggiori informazioni invia messaggio alla mail m.morelli@pgecoop.it .

Labornauta




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13 gennaio 2018
Formazione Personale Dipendente: arriva un nuovo Credito d’Imposta

le imprese che nel 2018 sosterranno spese per la formazione dei propri addetti nel settore delle tecnologie beneficeranno del Credito d’Imposta

La Legge di Bilancio 2018 contiene un sostanzioso pacchetto di crediti d’imposta a favore delle imprese, alcuni dei quali confermati o ampliati, altri di nuova introduzione. Tra questi ultimi rientra quello connesso alle spese di formazione nel settore delle tecnologie
A beneficiarie del nuovo credito d’imposta sono tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano nonché dal regime contabile adottato.

Le spese che danno diritto al credito d’imposta sono quelle che le imprese sostengono nel corso del 2018 in attività di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie

Big data e analisi dei dati

Cloud e fog computing

Cyber security

Sistemi cyber-fisici

Prototipazione rapida

Sistemi di visualizzazione e realtà aumentata

Robotica avanzata e collaborativa

Interfaccia uomo macchina

Manifattura additiva

Internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali.

Inoltre, ai fini del beneficio ed a determinate condizioni possono rientrare altre attività formative quali vendita e marketing, informatica, tecniche e tecnologie di produzione.

Sono invece escluse dall’agevolazione le spese sostenute per la formazione ordinaria o periodica organizzata dall’impresa per adeguarsi alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, di protezione dell’ambiente e a ogni altra normativa obbligatoria in materia di formazione.

Misura dell’agevolazione
Il credito d’imposta è attribuito nella misura del 40% delle spese relative al solo costo aziendale del personale dipendente (costo del lavoro) per il periodo in cui è occupato nelle attività formative agevolabili, è riconosciuto fino a un importo massimo annuale di 300mila euro per ciascun beneficiario.

Vi è una disciplina specifica e dettagliata del Credito d’Imposta:

Deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese agevolabili e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi fino a quando se ne conclude l’utilizzo;

Non concorre alla formazione del reddito e della base imponibile Irap;

E’ utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono sostenuti;

Si applica nel rispetto delle norme europee sulla compatibilità degli aiuti con il mercato interno.

Certificazione dei costi

Disposizioni specifiche sono poi dedicate alla attestazione delle spese. Si prevede, infatti, che per essere ammessi a beneficiare del credito d’imposta è necessario che i costi sostenuti siano certificati dal soggetto incaricato della revisione legale o da un professionista iscritto nel registro dei revisori legali. La certificazione deve essere allegata al bilancio.

Regole particolari sono dettate per le imprese non soggette a revisione legale dei conti. Esse, infatti, devono comunque avvalersi delle prestazioni di un revisore legale o di una società di revisione. In tal caso, il revisore legale (o il professionista responsabile della revisione legale) che ha assunto l’incarico è tenuto a osservare i principi di indipendenza previsti dalla disciplina di settore. Peraltro, per queste imprese, le spese sostenute per l’attività di certificazione contabile sono ammissibili al credito d’imposta entro il limite massimo di 5mila euro.

Non soggiacciono all’ obbligo di certificazione le imprese con bilancio revisionato.

Labornauta

Mauro Morelli

Consulente del Lavoro





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14 dicembre 2017
LAVORO
Il Corpo Europeo di Solidarietà il significato dell’Europa dei popoli

ll "Corpo europeo di solidarietà" è la nuova iniziativa dell'Unione europea che offre ai giovani opportunità di lavoro o di volontariato nell'ambito di progetti destinati ad aiutare comunità o popolazioni in Europa, un’iniziativa ideata e finanziata dalla Commissione Europea che coinvolge ragazzi tra i 18 e i 30 anni.

I progetti sostenuti dal "Corpo europeo di solidarietà" possono durare da due a dodici mesi e si svolgono di norma sul territorio degli Stati membri dell’Unione Europea.

Per il triennio 2018-2020, la Commissione ha stanziato 340 milioni di euro e buona parte di questi provengono da Erasmus+, il programma per l’esperienza all’ estero rivolto agli studenti delle scuole superiori. 

L’ESC (questo l’acronimo in inglese) ha lo scopo di riunire i giovani per consentire loro un’esperienza nel proprio paese o all’ estero nell’ ambito di progetti destinati ad aiutare comunità o popolazioni in Europa.

Per prendere parte all' ESC, occorre avere almeno 18 anni.

L’esperienza con l’ESC può essere svolta da volontario; verranno coperte le spese di viaggio, vitto ed alloggio; oppure da apprendista o da tirocinante, in questo caso si avrà diritto ad un contratto retribuito di lavoro conforme alle norme nazionali dello Stato in cui si è ospiti.

Maggiori informazioni sono raccolte nel portale “ Portale Europeo per i giovani” https://europa.eu/youth/solidarity_it


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11 dicembre 2017
Università: al via nel 2018 le Lauree Professionalizzanti

Lauree professionalizzanti al via dal 2018. Firmato il decreto che dà il via libera ai nuovi percorsi che debutteranno il prossimo anno accademico.

I corsi offerti dagli atenei dovranno consentire agli studenti una rapida qualificazione professionale.

Si potranno creare partenariati con i Collegi e gli Ordini Professionali per l'attivazione dei percorsi.

Le Università potranno ampliare la propria offerta formativa, ma solamente nel caso di Atenei dove gli 

indicatori di sostenibilità economico-finanziaria risultino positivi.

Le Università potranno attivare al massimo un corso di laurea di tipo professionalizzante per anno accademico da erogare in modalità tradizionale, dunque non on line.

Il corso dovrà essere attivato in stretta collaborazione con il mondo del lavoro e definito in relazione a professioni comunque disciplinate a livello nazionale, a partire da quelle degli “Ordini Professionali”.

I percorsi formativi saranno sviluppati in collaborazione con gli stessi Ordini Professionali. 

Nell'ambito delle convenzioni con gli Ordini e i Collegi Professionali le Università potranno realizzare partenariati con le imprese.

Sono previsti tirocini durante il percorso di laurea. 

- “ Con l'avvio delle lauree professionalizzanti e la loro armonizzazione con l'offerta degli Istituti Tecnici Superiori, il nostro Paese si dota finalmente di un proprio modello di formazione terziaria professionalizzante; una risposta alla necessità espressa dalle giovani generazioni di potersi qualificare rapidamente e anche alla domanda di personale altamente formato che viene da imprese e mondo delle professioni” ha commentato la Ministra Fedeli.

Labornauta




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2 dicembre 2017
LAVORO
VAUCHER

Voucher: limiti più stringenti con la nuova normativa

Si avvicina il periodo natalizio e le imprese che sono intenzionate a ricorrere ad un aiuto nelle proprie attività lavorative come supporto per le festività potranno utilizzare i nuovi voucher per le prestazioni occasionali di lavoro.

Il nuovo contratto di prestazione occasionalo del 2017 ha delle norme più vincolanti rispetto a quello del 2015, è pensato per professionisti, lavoratori autonomi, imprenditori, associazioni, fondazioni e altri enti, pubbliche amministrazioni e imprese agricole, che nell’esercizio dell’attività d’impresa richiedono di prestazioni di lavoro discontinue e di ridotta entità, a patto che non abbiano più di 5 dipendenti a tempo indeterminato e che non si superi il tetto dei 5 mila euro di spesa.

Il Limiti del Contratto di prestazione occasionale

Il tetto annuale è fissato a 5 mila euro:

§ Ogni utilizzatore non può oltrepassare il tetto dei 5 mila euro di compensi in rapporto alla totalità dei prestatori;

§ Ciascun prestatore non può eccedere la quota dei 5 mila euro di compensi in riferimento alla totalità degli utilizzatori;

§ Il prestatore deve necessariamente rimanere sotto il tetto di 2.500 euro per le prestazioni complessive effettuate presso lo stesso utilizzatore, e in ogni caso non può sforare le 280 ore annue;

§ Nel caso di prestazioni eseguite da studenti, pensionati, disoccupati o cassintegrati, i compensi sono computati al 75%.

Il compenso minimo è di 36 euro per ogni giornata lavorativa, la misura minima del corrispettivo è di 9 euro per un’ora di prestazione lavorativa di cui:33%all’Inps ,3,5%all’Inail,1%degliimporti versati (compenso, INPS, INAIL) per coprire gli oneri. Il Compenso non può essere al di sotto dei 36 euro anche nel caso di giornata lavorativa alle 4 ore continuative di lavoro.

Per le aziende agricole, poi, è prevista una regolamentazione ad Hoc.

L’utilizzatore deve creare il proprio portafoglio per il pagamento delle prestazioni dopo essersi registrato sul sito INPS direttamente o tramite intermediari. Con l’accesso alla piattaforma è possibile fornire le informazioni identificative necessarie per gestire il rapporto di lavoro egli adempimenti contributivi. Il prestatore deve indicare l’Iban del conto corrente perché l’Istituto possa erogare il compenso pattuito.

§ L’utilizzatore deve registrare la propria provvista economica. Per alimentare il “portafoglio virtuale” deve versare le somme tramite F24 (sono necessari almeno sette giorni bancabili perché le somme siano disponibili) o tramite PagoPa (i tempi sono più ristretti e in alcuni casi le somme possono confluire in tempo reale).

§ È necessario che le somme siano contabilizzate e rese disponibili nella procedura. A contabilizzazione avvenuta, l’utilizzatore inserisce le prestazioni a cui vuole accedere.

Sanzioni per mancata comunicazione

Per la mancata comunicazione preventiva o per l’inadempienza delle regole di ricorso al lavoro occasionale le sanzioni vanno da 500 a 2.500 euro. La sanzione non è diffidabile ed è applicata per ogni giornata lavorativa per cui risulta la violazione. Senza la comunicazione preventiva di attivazione, la maxi-sanzione sul lavoro nero può essere evitata solo al presentarsi delle seguenti ipotesi, oltre alla mancanza del requisito della subordinazione:

§ non è stato superato limite di 280 ore, né i limiti economici;

§ la prestazione può essere considerata occasionale se ci sono precedenti prestazioni lavorative gestite correttamente.


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1 dicembre 2017
LAVORO
Reddito di Inclusione

Cosa

In vigore il reddito di inclusione che sarà operativo da gennaio 2018 e sostituirà completamente l'attuale Sia (sostegno inclusione attiva) e Asdi (assegno di disoccupazione).

Dal prossimo anno, dunque, prenderà il via la nuova prestazione universale di contrasto alla povertà, avente valore mensile da 187,50 fino a 485,41 euro in base ai componenti familiari.

I beneficiari del Rei sono, su richiesta, i nuclei familiari che risultano, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell'erogazione del beneficio, in possesso congiuntamente dei seguenti requisiti:

A Chi ?

- cittadini dell'Unione o familiari titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadini di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (il requisito va posseduto dal richiedente);

- residenti in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento di presentazione della domanda;

- in possesso di un valore Isee in corso di validità non superiore a 6mila euro;

- in possesso di un valore dell'Isre non superiore a 3mila euro;

- in possesso di un patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore ad euro 20.000 e di un patrimonio mobiliare, non superiore ad una soglia di 6mila euro, accresciuta di 2mila euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo fino a un tetto di 10mila euro;

- non intestatari (nessun componente familiare) o avere disponibilità di autoveicoli o motoveicoli immatricolati la prima volta nei 24 mesi antecedenti la richiesta (fatti salvi quelli per i disabili) né di navi e imbarcazioni da diporto;

- con la presenza di un componente di età minore di anni 18, un disabile o una donna in stato di gravidanza accertata(questo in sede di prima applicazione per l'accesso al Rei), ovvero, ancora, un lavoratore di età pari o superiore a 55 anni, che si trovi "in stato di disoccupazione per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale" e abbia finito da almeno tre mesi, di beneficiare dell'intera prestazione per la disoccupazione, ovvero, nel caso in cui non abbia diritto alla stessa sia disoccupato da almeno tre mesi.

Quanto !

Il beneficio economico del ReI è pari, su base annua, recita il decreto, "al valore di euro 3.000 moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza corrispondente alla specifica composizione del nucleo familiare". In ogni caso, il beneficio non può eccedere (almeno in sede di prima applicazione), il limite dell'ammontare su base annua dell'assegno sociale.

Il beneficio viene riconosciuto per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi e può essere rinnovato solo laddove trascorsi almeno 6 mesi da quando ne è cessato il godimento.




permalink | inviato da labornauta il 1/12/2017 alle 17:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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